Il silenzio prima del primo calice

Dietro ogni masterclass c’è un equilibrio tra silenzio e partecipazione: come i calici diventano strumenti di dialogo e scoperta.

DIETRO IL CALICE

S.B.

1/17/20261 min leggere

C’è un momento che amo particolarmente: quello in cui preparo la sala e allineo i calici, quando le bottiglie sono a temperatura e la luce del mattino sfiora appena il tavolo. Tutto è immobile, quasi sospeso.
È un silenzio che sa di attesa, di cura, che ti permette di sentire davvero la presenza del vino prima che arrivi chi lo assaggerà.

Poi arrivano gli ospiti, un piccolo gruppo di amici, ciascuno con esperienze e gusti diversi.
Quel silenzio si dissolve in dialogo, curiosità, commenti. Le mani si tendono verso i calici, i profumi vengono liberati e le parole iniziano a costruire connessioni tra storie personali e aromi. Ogni osservazione diventa spunto di confronto, ogni sorso un momento di scoperta reciproca.

Ciò che mi affascina è il passaggio tra queste due dimensioni: il silenzio raccolto e quasi sacro della preparazione e l’energia viva che prende forma non appena i partecipanti interagiscono.
È in questo equilibrio che la degustazione acquista profondità: i calici parlano, le persone ascoltano, rispondono, sorridono. Ed è lì che mi rendo conto che il valore dell’esperienza non è solo nel vino, ma nella magia che gli sta intorno.

a group of wine glasses sitting on top of a table